Conosci quella sensazione. Sei stato seduto un paio d’ore – al lavoro, in auto, sul divano la sera – ti alzi e la zona lombare è come incollata. Ti viene da mettere le mani dietro la schiena, spingere un po’, aspettare che qualcosa si sblocchi.
Succede a tante persone, e la maggior parte pensa che sia un problema della schiena. Che la colonna sia fragile, che qualcosa non vada, che il corpo stia invecchiando.
Ma quasi sempre il problema non nasce nella schiena. Nasce in una zona a cui non pensiamo quasi mai: quella tra il bacino e le gambe. Ed è da lì che, nel mio lavoro, parto sempre.
Cosa succede davvero quando resti seduto a lungo
Quando stai seduto per ore, la parte anteriore del corpo – dall’inguine alla pancia – resta chiusa. I muscoli profondi che collegano la colonna al bacino e alle gambe si accorciano e si abituano a quella posizione. In particolare lo psoas, quel muscolo nascosto che corre dalla zona lombare fino all’interno della coscia.
Finché resti seduto, non lo senti. Ma quando ti alzi, quei muscoli non si riaprono subito. Tirano la colonna lombare in avanti e verso il basso. Il bacino resta inclinato. E la schiena, che dovrebbe riallinearsi, si ritrova a lottare contro una zona che non vuole lasciarla andare.
Quella sensazione di blocco, di peso, di rigidità non è la schiena che si rompe. È il corpo che fatica a ritrovare la sua lunghezza dopo essere rimasto chiuso troppo a lungo.

La zona che nessuno guarda
Tra il bacino e le cosce c’è una specie di cerniera. Quando funziona bene, permette alla schiena di muoversi con libertà – ti chini, ti giri, cammini, e la colonna segue senza sforzo.
Quando quella cerniera si irrigidisce – per le ore sedute, per lo stress, per i movimenti sempre uguali – la schiena è costretta a compensare. Fa il suo lavoro e anche quello del bacino. E a fine giornata, lo senti.
Il corpo si adatta così bene a questa situazione che non ce ne accorgiamo. Ci sembra normale sentirsi rigide dopo essere state sedute. Ci sembra normale avere la lombare “a pezzi” la sera. Ma normale non vuol dire inevitabile.
Nel mio lavoro con le allieve, parto quasi sempre da questa zona. Perché è qui che si nascondono molte delle tensioni che poi la schiena esprime come dolore. Quando restituisci mobilità a questa cerniera, la colonna si alleggerisce – a volte in modo sorprendente.
I segnali che il tuo corpo ti sta già dando
Non serve un esame. Basta osservare quello che succede nei gesti di tutti i giorni.
Ti alzi dalla sedia e hai bisogno di qualche secondo prima di riuscire a camminare dritta. Dopo un viaggio in auto lungo, la zona lombare è pesante, come compressa. Quando ti chini a raccogliere qualcosa da terra, senti tirare dietro le gambe. Stai in piedi per un po’ e tendi a spostare il peso sempre sulla stessa gamba, perché stare in equilibrio su entrambe ti affatica.
Sono tutti segnali che la zona tra bacino e gambe ha perso la sua mobilità naturale. E sono gli stessi segnali che vedo in tante donne che arrivano da me pensando di avere “la schiena rovinata” – e invece hanno un corpo che ha solo bisogno di riaprirsi.
Se vuoi capire meglio quali abitudini quotidiane possono peggiorare la situazione, nell’articolo sui 5 errori comuni che peggiorano il mal di schiena ne parlo in modo pratico.
3 cose che puoi fare da subito
Non servono attrezzi e bastano davvero pochi minuti. Sono tre gesti semplici che puoi inserire nella tua giornata, così come sono.
Alzati ogni 40 minuti e fai un passo indietro.
Letteralmente. Tieni le mani appoggiate alla scrivania, porta un piede indietro e lascia che la parte anteriore della coscia si allunghi. Non forzare – resta lì, respira, senti cosa succede. Trenta secondi per lato. Sentirai subito la differenza quando torni a sederti.
A fine giornata, sdraiati e abbraccia le ginocchia.
Portale al petto, dondola dolcemente a destra e a sinistra. La zona lombare si distende, il bacino si rilassa, e tutto quel peso accumulato durante il giorno comincia a sciogliersi. Due minuti bastano. Puoi farlo anche a letto, prima di dormire.
Osserva come ti siedi.
Non per correggerti – solo per notare. Sei appoggiata sulle ossa del bacino o sei scivolata in avanti? Le gambe sono incrociate sempre dallo stesso lato? Il peso è distribuito in modo uguale? L’osservazione è già un cambiamento, perché il corpo risponde all’attenzione. Se vuoi approfondire, parlo di postura nella vita quotidiana in un altro articolo del blog.
Prova per una settimana. Non nel senso di “segui un programma” – nel senso di ascolta cosa cambia quando dai al tuo corpo questi piccoli spazi di apertura durante la giornata. Ti ringrazierà.

Da schiena bloccata a schiena libera
Quella rigidità che senti quando ti alzi non è permanente. Non è qualcosa con cui devi convivere per sempre. È il segnale di un corpo che ha bisogno di ritrovare apertura e mobilità in una zona che è rimasta chiusa troppo a lungo.
Quando cominci a restituire movimento a quella cerniera tra bacino e gambe – anche solo con i piccoli gesti che ti ho descritto – la colonna si alleggerisce. Non succede perché qualcuno la corregge dall’esterno, ma perché togli il peso che la stava schiacciando. Il bacino ritrova il suo spazio, il respiro scende più in basso, e la schiena smette di fare il lavoro degli altri.
È un processo che richiede pazienza e ascolto – ma i primi cambiamenti si sentono prima di quanto pensi. Molte delle mie allieve mi raccontano che il momento in cui hanno iniziato a prestare attenzione a questa zona è stato anche il momento in cui il dolore ha cominciato a cambiare.
È su questo principio che ho costruito il mio metodo SchienaViva360°: non correggere la schiena, ma liberarla. Partendo dalle fondamenta, dal respiro, dalla relazione tra le parti del corpo che lavorano insieme – piedi, bacino, colonna – per ritrovare un equilibrio naturale che il corpo già conosce.
Se vuoi approfondire come il benessere della colonna influisce su tutto il corpo, ne parlo in un altro articolo.
Se vuoi sperimentare questo lavoro dal vivo
Il 18 aprile terrò un workshop dedicato proprio a questo: Anche Libere, Schiena Leggera. Lavoreremo sulla mobilità del bacino, sul rilascio delle tensioni profonde e su come restituire alla schiena la leggerezza che merita.
È un’esperienza pratica, dolce e adatta a tutti – anche se non hai mai fatto yoga. Non cerchiamo la posizione perfetta: cerchiamo il movimento naturale del corpo, quello che parte dall’ascolto e dal respiro.
Il workshop fa parte del Percorso di Primavera: dai piedi alla testa, un ciclo di incontri dedicati alla colonna vertebrale. Ma puoi partecipare anche solo a questo singolo incontro.
Se senti che è il momento di fare qualcosa di diverso per la tua schiena, questo può essere un buon punto di partenza.
Scrivimi su WhatsApp al 335 6743673 oppure a info@centroyogastudio.it per prenotare il tuo posto o per raccontarmi la tua situazione.
Altre risorse utili
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5 errori comuni che peggiorano il mal di schiena (e come evitarli)
Libri yoga per la schiena: 8 letture scelte da chi lavora ogni giorno con la colonna vertebrale
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