Ti è mai capitato di sentire un fastidio alla zona lombare che non se ne va? O magari ti accorgi che il respiro sembra più corto, come se qualcosa ti comprimesse da dentro?
Spesso cerchiamo le cause nei punti dove sentiamo il problema: la schiena, il bacino, le anche. Ma c’è un muscolo che lavora in profondità, nascosto alla vista, e che può essere la chiave di molte di quelle tensioni.
Si chiama psoas. E anche se non ne hai mai sentito parlare, lui è sempre lì — accompagna ogni tuo passo, ogni respiro, ogni movimento.
In questo articolo scoprirai cos’è lo psoas, perché è così importante e quali psoas esercizi puoi fare per prendertene cura in modo semplice, anche se non sei un esperto di anatomia.
Cos’è lo psoas e dove si trova
Lo psoas è un muscolo lungo e profondo che parte dalla colonna lombare e scende fino all’interno dell’osso del femore, nella parte alta della coscia.
È il principale collegamento tra la parte superiore e quella inferiore del corpo: quando lo psoas lavora bene, schiena e gambe comunicano in modo fluido. Quando invece è contratto o debole, tutto il sistema ne risente.
Non lo vedi e non lo tocchi, ma lo usi ogni giorno: quando cammini, quando ti siedi, quando ti alzi, quando sollevi una gamba. È sempre attivo.
Ecco perché, se si irrigidisce, può creare una serie di fastidi anche lontano da dove si trova.

Cosa succede quando lo psoas è contratto
Uno psoas troppo teso non resta un problema locale. Si ripercuote su diverse zone del corpo, creando una reazione a catena.
Tensioni alla schiena
Quando lo psoas si accorcia, tira la colonna lombare in avanti. Questo sposta il bacino e crea una curvatura eccessiva nella parte bassa della schiena.
Il risultato? Quella sensazione di peso sulla zona lombare, che sembra non andarsene mai. Anche se allunghi la schiena, se lo psoas resta contratto, il problema torna.
Respiro più corto
Lo psoas è vicinissimo al diaframma, il muscolo principale della respirazione. Quando lo psoas è rigido, comprime lo spazio del diaframma e limita il respiro.
Può sembrare strano, ma chi ha uno psoas contratto spesso respira in modo più superficiale, senza neanche accorgersene.
Postura sbilanciata
Un lato dello psoas può essere più teso dell’altro. Questo crea uno sbilanciamento nel bacino, che si riflette su tutta la postura: una spalla più alta, un’anca più avanti, una gamba che sembra “più corta”.
Non è una questione estetica. È una tensione che si accumula giorno dopo giorno e che alla lunga può portare a dolori anche in zone lontane, come le ginocchia o il collo.
Perché lo psoas si contrae
Lo psoas non si irrigidisce per caso. Reagisce a quello che vivi, sia a livello fisico che emotivo.
Troppo tempo seduti
Stare seduti per ore accorcia lo psoas. È una posizione in cui il muscolo resta sempre “chiuso”, senza mai allungarsi davvero.
Se passi la giornata alla scrivania, in auto o sul divano, lo psoas si abitua a restare contratto. E quando ti alzi, fatica a rilasciarsi.
Stress e tensioni
Lo psoas reagisce anche allo stress. Quando sei sotto pressione, il corpo tende a “chiudersi”, a proteggersi. Lo psoas si contrae come risposta automatica.
È un riflesso antico, lo stesso che attivava i nostri antenati davanti a un pericolo. Oggi i pericoli sono diversi — scadenze, preoccupazioni, ritmi intensi — ma il corpo reagisce allo stesso modo.
Se lo stress è costante, lo psoas resta sempre in tensione. E anche quando ti rilassi, lui non si rilassa con te.
Movimenti ripetitivi o squilibrati
Certi sport o movimenti ripetuti possono sovraccaricare lo psoas. Correre, saltare, sollevare pesi senza attenzione alla postura: tutto questo può creare rigidità.
Anche una postura sbilanciata nella vita quotidiana fa la sua parte. Portare sempre la borsa sulla stessa spalla, stare in piedi appoggiandoti sempre su una gamba, camminare con un passo asimmetrico.
Esercizi Psoas: 3 movimenti da fare ogni giorno
Non serve forzare. Lo psoas risponde meglio quando lo ascolti, non quando lo tiri.
Questi tre esercizi sono semplici, accessibili e li puoi fare anche se sei alla tua prima esperienza. Bastano pochi minuti al giorno per sentire la differenza.
Esercizio #1. Ginocchia al petto (Apanasana)
Questo è l’esercizio più dolce e sicuro per rilassare lo psoas. Crea spazio nella zona lombare senza forzare.
Benefici:
- Distende lo psoas in modo naturale
- Allevia la tensione nella zona lombare
- Favorisce un respiro più profondo
Come si fa:
- Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi a terra.
- Porta una ginocchio al petto, tenendola con le mani.
- L’altra gamba resta a terra, piegata.
- Respira lentamente per 5-10 respiri, senza forzare.
- Cambia lato.
Consiglio:
Non tirare la gamba verso di te. Lascia che sia il peso della gamba e il respiro a creare lo spazio. Se vuoi, puoi portare entrambe le ginocchia al petto insieme, ma solo se non senti tensione nella schiena.

Esercizio #2. Affondo basso con respiro (variazione di Anjaneyasana)
Questo esercizio allunga delicatamente lo psoas della gamba dietro, creando spazio nelle anche e nella zona lombare.
Benefici:
- Allunga lo psoas in modo controllato
- Apre il bacino e le anche
- Migliora la postura e la stabilità
Come si fa:
- Parti in ginocchio sul tappetino.
- Porta un piede avanti, con il ginocchio sopra la caviglia.
- L’altra gamba resta indietro, con il ginocchio a terra (puoi mettere una coperta sotto per più comfort).
- Tieni il busto dritto, senza piegarti in avanti.
- Respira e senti l’allungamento nella parte anteriore dell’anca della gamba dietro.
- Resta per 8-10 respiri, poi cambia lato.
Consiglio:
Non spingere il bacino in avanti. Lascia che lo psoas si rilassi da solo, senza fretta. Se senti troppa tensione, arretra leggermente il peso all’indietro.

Esercizio #3. Posizione del bambino (Balasana)
Una posizione di riposo che rilassa tutto il corpo, compreso lo psoas. È perfetta per chiudere la pratica.
Benefici:
- Rilassa la zona lombare e il bacino
- Calma il sistema nervoso
- Permette allo psoas di distendersi senza sforzo
Come si fa:
- In ginocchio, porta i glutei verso i talloni.
- Distendi le braccia in avanti o lungo i fianchi.
- Appoggia la fronte a terra (o su un cuscino se non arrivi).
- Respira profondamente, lasciando che il corpo si abbandoni.
- Resta finché ti fa bene, anche 2-3 minuti.
Consiglio:
Se le ginocchia o le anche sono rigide, puoi allargare le ginocchia e mettere un cuscino sotto i glutei. L’importante è stare comodi, non forzare.

Come integrare questi esercizi nella tua routine
La costanza fa la differenza. Non serve praticare un’ora: bastano 5-10 minuti al giorno.
Puoi fare questi tre esercizi:
- Al mattino, per iniziare la giornata con la schiena libera
- Alla sera, per sciogliere le tensioni accumulate
- In pausa, quando senti la zona lombare appesantita
L’importante è ascoltare il corpo. Se un giorno hai bisogno solo della posizione del bambino, va benissimo. Se un altro giorno vuoi fare tutti e tre gli esercizi, perfetto.
Non esiste il “modo giusto”. Esiste quello che funziona per te, in quel momento.
Conclusione
Lo psoas è un muscolo che lavora in silenzio, ma la sua influenza sul corpo è enorme.
Quando sta bene, tutto diventa più facile: cammini meglio, respiri più a fondo, la schiena si sente leggera. Quando invece è contratto, anche i gesti più semplici diventano faticosi.
La buona notizia? Non serve molto per prendersi cura di lui. Bastano tre esercizi, pochi minuti al giorno e un po’ di ascolto.
Non aspettare di sentire dolore per iniziare. Prenditi questo tempo per te, ogni giorno. Non è una concessione, è una necessità.
Il tuo corpo ti ringrazierà. E anche la tua schiena.
FAQ – Domande Frequenti
Cos’è lo psoas e perché è importante?
Lo psoas è un muscolo profondo che collega la colonna lombare alle gambe. È fondamentale per camminare, mantenere la postura e respirare bene. Quando è contratto, può causare dolori alla schiena, limitare il respiro e alterare l’equilibrio del bacino.
Quali sono i sintomi di uno psoas contratto?
I segnali più comuni sono: tensione alla zona lombare, respiro corto, difficoltà a stare in piedi a lungo, postura sbilanciata. A volte si sente anche rigidità nelle anche o difficoltà a sollevare le gambe.
Come si rilassa lo psoas?
Con movimenti dolci, respiro profondo e posizioni che creano spazio nella zona lombare. Non serve forzare: il rilascio avviene quando il corpo si sente al sicuro. Posizioni come portare le ginocchia al petto o la posizione del bambino sono molto utili.
Lo psoas si può allungare con lo stretching?
Sì, ma con attenzione. Lo psoas risponde meglio a movimenti lenti e a una respirazione calma. Gli allungamenti forzati possono irrigidirlo ancora di più. Meglio lavorare con presenza e costanza che con intensità.
Quanto tempo ci vuole per rilassare lo psoas?
Dipende da quanto è contratto e da quanto è costante la pratica. Alcune persone sentono un cambiamento già dopo pochi giorni, altre hanno bisogno di qualche settimana. L’importante è essere regolari: anche 5 minuti al giorno fanno la differenza.
Perché lo psoas si contrae con lo stress?
Perché è collegato al sistema nervoso. Quando sei sotto stress, il corpo si prepara a “combattere o fuggire”, e lo psoas si contrae automaticamente. Se lo stress dura a lungo, il muscolo resta sempre in tensione, anche quando non ce n’è più bisogno.
Posso lavorare sullo psoas anche se ho mal di schiena?
Sì, anzi spesso è proprio lo psoas contratto a causare il mal di schiena. Ma se il dolore è acuto o persistente, è sempre meglio consultare un medico o un fisioterapista prima di fare esercizi. In generale, i movimenti dolci e le posizioni supine sono sicuri per la maggior parte delle persone.
Tre risorse utili
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